
Niccolò Budoia
2 settembre 2025
WRC
Abbiamo parlato con Matteo Fontana all'indomani della sua vittoria in Paraguay insieme ad Alessandro Arnaboldi: "È stata difficilissima, sono davvero contento".
Una vittoria arrivata con un misto micidiale di velocità e gestione, che ha premiato come meglio non poteva. Dopo il successo in Paraguay, Matteo Fontana e Alessandro Arnaboldi sono secondi nel WRC3 ad appena otto punti di distanza da Taylor Gill, l'australiano che si sta giocando tutte le sue carte nel Mondiale Junior: "È stata dura ma in Cile dovrebbero esserlo di meno. Bisogna ripetersi", racconta Fontana.
Matteo, com'era questa nuova gara?
"Bella, la gara nel complesso e le prove speciali. È stata molto difficile per tutti, con condizioni dure: era difficile leggere il grip su tanti tipi diversi di sterrato".
Come avete vinto?
"Abbiamo preso un vantaggio iniziale e poi abbiamo gestito. Quando Nataniel Bruun ha aperto una ruota fermandosi al primo giorno è stato evidente che dovevamo fare così. Lo abbiamo fatto molto bene".
In che senso era necessario gestire?
"Il venerdì c'erano tantissime compressioni, siamo rimasti dalla parte della ragione per salvare l'auto. Abbiamo comunque tenuto un buon passo, veloce senza prendere rischi tremendi. Abbiamo tenuto un buon passo, senza fare cavolate perchè i punti erano la cosa più importante".
Vi aspettavate di vincere?
"No, anche se ci speravo. Partire domenica con più di due minuti di vantaggio mi ha permesso di togliermi i rischi di dosso. Il che non era scontato".
E adesso?
"Adesso tocca al Cile, ma prima io e Ale faremo qualche giorno da turisti fra Buenos Aires, Santiago del Cile e Concepciòn, dove si corre. Ci riposeremo un po', ma sempre nell'ottica di preparare la gara. È una trasferta impegnativa, ma fondamentale per il campionato. Serve che ci ripetiamo".
Come la vedete laggiù?
"Forse saràpiù facile che in Paraguay, e sappiamo cosa aspettarci perchè le prove sono uguali a quelle su cui abbiamo corso l'anno scorso. Staremo a vedere".

Fontana vince in Paraguay, WRC3 più vicino - L'intervista: "Ora bisogna ripetersi"
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